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Allenamento funzionale e prestazione atletica del calciatore

Forza, Resistenza, Velocità: in genere sono queste le capacità più spesso allenate negli spazi all’interno delle sedute di allenamento del calciatore, adibiti alla ricerca della miglior condizione atletica. Capacità allenate con metodiche spesso obsolete che in molteplici casi non tengono conto del fatto che lo sviluppo delle capacità motorie del calciatore sono strettamente legate al fattore tecnico-tattico; risulta così per esempio poco utile aumentare la velocità di base se il soggetto non ha poi, in misura parallela, l’abilità tecnica di trasformarla in velocità di gioco.

La scienza, attraverso i suoi molteplici esponenti dal celebre Weineck al nostro Bosco solo per citarne alcuni, ci dice che la performance si erge su diverse capacità coordinative e condizionali; capacità che concorrono assieme all’elevamento della prestazione sportiva.  Le condizionali sono: forza, velocità, resistenza e mobilità articolare mentre le coordinative, finalizzate all’appropriazione di un movimento e al raggiungimento di un determinato scopo sono: combinazione e accoppiamento, differenziazione cinestesica, equilibrio, ritmo, orientamento spazio-temporale, anticipazione e fantasia motoria.

Se prendiamo in considerazione il più volte pallone d’oro Lionel Messi, si può notare come egli sia esempio di completezza a tutti i livelli; completezza che lo fa essere attualmente il più grande al mondo. In lui si notano, oltre alle altre prettamente condizionali, la destrezza fine di movimento, la capacità d’equilibrio, l’elasticità di movimento, la capacità di combinare movimenti rapidamente, la capacità di orientarsi nello spazio e di anticipare scelte tattiche e motorie, la capacità di esprimere con controllo la forza rendendolo nonostante la corporatura, espressione di gran fisicità, la fantasia motoria..

Lionel Messi è una forza della natura dalle doti ineccepibili; proprio per questo dobbiamo prendere esempio da lui. Da domani quindi possiamo continuare ad allenare al solito modo facendo le solite cose orientati quasi esclusivamente alle capacità condizionali  come fatto fino ad oggi perché si è sempre fatto così, o invece iniziare a dirigere la nostra attenzione anche ad altro, aggiungendo nuovi elementi, affinché gli allenamenti siano funzionali, integrati di tutti questi fondamenti vitali al raggiungimento della performance ottimale.

L’allenamento funzionale, di cui si parla ormai da qualche anno,  in palestra o al campo segue questa seconda ottica, poiché sviluppa e potenzia le abilità del corpo agendo su tutte le capacità sopra citate, affina le sinergie muscolari, migliorando quindi la resa finale dell’atleta. Pensate ad un esercizio per lo sviluppo della forza e nello stesso momento l’atleta sia impegnato anche nel mantenere un equilibrio precario e debba calciare un pallone. Numerose ricerche dimostrano che questo tipo di esercizi sono di gran lunga più efficaci degli esercizi ‘classici’, insomma, meno tempo e più risultato!

Dott. Simone Rizzi – Paolo Zoppas

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