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Come porre gli obiettivi e raggiungerli

Eccoci, siamo partiti…con il nuovo anno, pieni di energia, buoni propositi cose da fare e cose da evitare, come nella vita anche nello sport è importante porsi degli obiettivi e porli nel modo corretto aumenta decisamente la possibilità che abbiamo per raggiungerli.

Cos’è un obiettivo? Walt Disney diceva : “Se lo puoi immaginare lo puoi fare”. Se non abbiamo i sogni non abbiamo nemmeno la motivazione che ci spinge a raggiungerli, la mente umana funziona così. Se vi guardate attorno qualsiasi cosa che vedete che prima non c’era è nata nell’immaginazione di qualcuno.

Quando con i miei clienti (sportivi e non) comincio a fissare gli obiettivi partiamo dall’inizio e nel modo più semplice, con l’acronimo SMART (intelligenti)

Specifico
Misurabile
Concordato (in inglese agreed)
Realistico
Definito nel tempo (in inglese time phased)

  1. L’obiettivo dev’essere SPECIFICO espresso in positivo, e deve raffigurare già il risultato e non l’azione per raggiungerlo. Sapete che il nostro cervello lavora per immagini per cui se gli date l’indicazione della gioia che si prova a vincere un campionato, piuttosto che una medaglia o una salvezza è più propenso a supportarvi nei momenti di difficoltà.
  2. Dev’essere MISURABILE, vincere il campionato non è un obiettivo misurabile, fare 80 punti è specifico e misurabile, correre la maratona in un tempo piuttosto che un’altro è misurabile e specifico.
  3. Tutte le parti devono CONCORDARE gli obiettivi, la società, l’allenatore e il team, in assenza di accordo si perde il senso di appartenenza e di responsabilità della squadra e la performance ne risente.
  4. Se un obiettivo non è REALISTICO non c’è speranza, ma se non è stimolante non c’è motivazione.  Scriverlo è importantissimo, annotarlo nello spogliatoio averlo sempre presente nella squadra e nel singolo.
  5. Crea il tuo piano d’azione e DEFINISCI IL TEMPO. Se il nostro obiettivo è a lungo termine è bene suddividere il cammino per raggiungerlo, in obiettivi raggiungibili a breve termine.

La seguente storia (tratta dal libro il coaching) è un esempio di goal setting di successo:

Una matricola di un college americano di nome John Nabor vide Mark Spritz vincere sette medaglie d’oro nel nuoto alle Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972. In quel preciso momento decise che avrebbe vinto la medaglia d’oro nei 100 metri a dorso nel 1976. Pur avendo vinto il Campionato nazionale giovanile, era comunque indietro di 5 secondi rispetto alla velocità necessaria a vincere le Olimpiadi; una quantità enorme da recuperare a quell’età e in un tempo così breve. John decise di rendere possibile l’impossibile, prima stabilendo un obiettivo sulla performance di un nuovo record mondiale, e in seguito dividendo la distanza di 5 secondi dal suo rivale per il numero di ore di allenamento che sarebbe riuscito a fare in quattro anni. Calcolò che avrebbe dovuto migliorare il suo tempo di un quinto di battito di ciglia per ogni ora di allenamento e sentì che era possibile se avesse lavorato in modo intelligente, oltre che duro, in effetti così fu. Nel 1976 era talmente migliorato che fu nominato capitano dalla squadra americana di nuoto per Montreal e vinse la medaglia d’oro sia nei 100 metri sia nei 200 metri a dorso, il primo in un tempo da record mondiale e il secondo da record olimpico. Ottimo goal setting!

Fissa i tuoi obiettivi e raggiungili, sarà un anno entusiasmante!!!
Simone

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