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Cos’è l’allenamento funzionale – Parte 1

Uno degli obiettivi di questo blog, è quello di dare voce a professionisti che desiderano mettere a disposizione dei colleghi e/o allenatori
le proprie conoscenze al fine di migliorare il bagaglio culturale di ognuno di noi.
Stefano, che ringrazio, oggi ci parlerà di allenamento funzionale sempre più una metodica utilizzata nella preparazione fisica anche a livello professionistico. Articolo scritto molto bene e facile da capire da leggere con grande interesse… in attesa della seconda parte…:-)
Buona lettura
Simone

E’ con enorme piacere che mi ritrovo a scrivere sul sito di un amico e collega che stimo tantissimo, oggi mi addentro in quello che è specificatamente il mio mondo, vi parlerò dell’allenamento funzionale.

Da circa un anno e mezzo ho la fortuna di essere Docente di un Ente del Coni e fare corsi di Formazione per futuri Istruttori di questo metodo di allenamento che sta dando risultati incredibili, quando inizio le mie lezioni dico sempre che:………..

……….Essere funzionale vuol dire: attraversare di corsa un ruscello, balzando tra i sassi, senza bagnarsi i piedi.

Il nostro corpo è nato per compiere 5 gesti principali: correre, saltare, ruotare, spingere e tirare, principi base degli esercizi funzionali.

Un movimento si dice funzionale quando rispecchia i gesti della vita quotidiana, movimenti naturali realizzati grazie alla contrazione sinergica di piu’ gruppi muscolari. Scopo di questo allenamento è sviluppare un corpo bello, armonico e forte tramite esercizi che richiamano le funzioni base per cui è nato; per questo si vanno a creare percorsi che si avvicinino il più possibile a quello che il corpo umano fa per natura.

Nella nostra vita quotidiana non esiste l’isolamento muscolare tipico della sala attrezzi, qualsiasi cosa facciamo, dal semplice camminare all’alzare una busta della spesa, dall’arrampicata al salto, richiede movimenti permessi dalla sinergia muscolare.

Il nostro corpo è nato per compiere movimenti – semplici e non – grazie al suo insieme e non settorializzando ogni sua zona. Parliamo di esercizi caratterizzati da movimenti multiarticolari (piu’ articolazioni che sollecitano catene muscolari) svolti su diversi piani e assi.  L’allenamento funzionale è un allenamento a 360° dove non viene richiesta solo una caratteristica, e dove non viene chiesta la specificità. Essere funzionali vuol dire essere forti, reattivi, agili, veloci, elastici, coordinati, grazie al fatto che si acquisiscono nuovi schemi motori attraverso esperienze motorie multiple e sempre piu’ difficili (la progressione è fondamentale nel functional training).

Tale allenamento, grazie alle sue caratteristiche, va a sollecitare la muscolatura profonda che crea stabilizzazione articolare, a differenza del classico lavoro analitico che siamo abituati a svolgere in palestra. Questo lavoro di stabilizzazione previene molti infortuni e rinforza le articolazioni. Piu’ l’esercizio è instabile piu’ i muscoli profondi (tipico esempio è rappresentato dalla cuffia dei rotatori) devono creare stabilizzazione. Pensate alla difficoltà che si incontra nel passare, ad esempio, dalle distensioni con bilanciere alle distensioni con manubri. Sicuramente ai 100 Kg sollevati nelle distensioni con bilanciere non corrisponderà mai un peso di 50 Kg per braccio nelle distensioni con manubri. Ancora, se passiamo dalle distensioni a dei piegamenti effettuati su 2 palle mediche molto probabilmente non saremo in grado di fare nemmeno qualche ripetizione.

E’ da questo principio cardine del functional, rappresentato dalla stabilizzazione, che nasce un termine molto utilizzato in questa disciplina: Core training. Esso si riferisce al rinforzo dei muscoli profondi del tronco e del bacino, al fine di ottimizzare qualsiasi gesto che richieda stabilità. Il core è il centro, ed è proprio dal centro del nostro corpo che parte il movimento. Con un core stabile e forte tutto sarà piu’ semplice e sicuro, dal salire sopra uno sgabello allo svolgimento di squataffondimilitary press ecc.

A fronte di questi innumerevoli benefici, vi è da aggiungere un uso, a volte  indiscriminato, dell’allenamento funzionale. È impensabile dare dei movimenti balistici o estremamente instabili a soggetti non allenati o addirittura con problematiche di base.

Basti pensare, ad esempio, al rapporto che c’è tra uno swing (esercizio balistico fatto con un attrezzo chiamato kettlebell ) e il carico sulla colonna vertebrale.
Un’anamnesi iniziale è doverosa prima di dare un qualsiasi esercizio, specie se funzionale.
Le ginocchia del soggetto analizzato sono in recurvatum, sono valghe o vare?
I muscoli del cingolo scapolare sono liberi da ogni anomala tensione o meno?

Immaginate i danni che potrebbe causare uno swing ad un soggetto con catena posteriore retratta.

Queste sono solo alcune attenzioni da dover tener presente quando si parla di esercizi funzionali, che se fatti male possono recare molti piu’ danni dei classici esercizi.
In questo “nuovo” e affascinate mondo tanto c’è di buono; l’allenamento funzionale non rappresenta certo una moda del momento destinata a scomparire la prossima stagione. Inoltre, definisco il functional un’ottima attività, anche complementare ad altre discipline (dal body building all’atletica). Personalmente è da un po’ di tempo che inserisco nei miei “classici” allenamenti di ipertrofia, anche questi esercizi. Ho riscontrato in tutti i soggetti analizzati, un notevole aumento di forza (incrementi del carico sulla panca orizzontale sullo squat e altri). Senza parlare del netto miglioramento della performance che ho riscontrato in sport come il tennis e calcio…

Nella seconda parte vedremo: metodo, tecnica, programmazione, attrezzi….

Stefano Chies
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