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Il mental coach

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di assistere ad un incontro con un allenatore di calcio di serie A e devo dire che è stato un bel momento di crescita anche per le molte persone presenti.Al termine della sua esposizione, quando era giunto il tempo delle domande da parte dei partecipanti, una persona gli pone il seguente quesito: “Cosa ne pensa del mental coach”? mmmm mi sono detto, bella domanda. La risposta è stata: ” Lo psicologo lo reputo importante in alcuni casi di difficoltà, Io comunque non ho intenzione di lasciar parlare nessuno al posto mio!” oh oh qui dobbiamo fare un pò di chiarezza ho pensato.

Chi è il mental coach:

Il mental coach è un professionista che si assume l’impegno di aiutare ad accedere meglio al potenziale dell’atleta per conseguire gli obiettivi che desidera. E’ un consulente personale “un personal trainer ” dei risultati ed è lontano da qualsiasi forma di terapia. E’ un esperto del funzionamento dei processi mentali che porteranno a raggiungere i risultati desiderati. Scopo del coaching è quello di utilizzare strumenti altamente efficaci per aiutare lo sportivo a eliminare le convinzioni limitanti poco funzionali al fine di raggiungere un’ottima performance e gestire momenti di forte tensione trasformandola da una situazione bloccante ad una situazione di forte motivazione.

Forse l’esempio più famoso e più citato è quello di Roger Banister.
Banister fu il primo uomo a correre un miglio terrestre in meno di quattro minuti infrangendo la convinzione di tutti (anche di medici) che per un essere umano era fisicamente impossibile. Dopo la sua impresa altri riuscirono a fare lo stesso e oggi giorno molti atleti fanno lo stesso senza grandi difficoltà.
Sappiamo che una delle funzioni importantissime del nostro cervello è quella di dare un senso alle cose. Ciò che noi pensiamo tende a diventare quello che facciamo. I grandi portieri prima di un calcio di rigore si auto convincono di essere in grado di pararlo, e spesso ci riescono proprio per questo. Come del resto i grandi rigoristi si convincono di poterlo segnare…

Una leggenda narra che Larry Bird (noto giocatore di Basket dei Boston Celtics) non riusciva a sbagliare un tiro libero per uno spot pubblicitario perché troppo abituato a pensare di segnarli.

Avere delle convinzioni limitanti o pensare in negativo impedisce di raggiungere il risultato. Nel momento in cui uno sportivo pensa di non farcela, di essere troppo vecchio, di essere fuori forma crea i presupposti affinché la realtà confermi quello che pensa. Questo ovviamente succede anche nella vita di tutti i giorni.
Il Mental trainer si integra all’interno dello staff tecnico in quanto riesce ad osservare quei piccoli segnali all’interno del team che permettono all’ allenatore di gestire gli atleti in maniera efficace, a creare una squadra e non un gruppo. Questo vuol dire che dev’ essere SEMPRE l’allenatore che parla alla squadra e la gestisce in prima persona; il coach, come il preparatore atletico, è al sevizio dell’allenatore, per l’allenatore, al fine di raggiungere una performance vincente!!!
Una performance vincente è data dalla preparazione fisica + la preparazione tecnico / tattica + la preparazione mentale.

I grandi campioni dicono “per vincere bisogna aver testa” …..e soprattutto usarla bene.

Simone

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