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Intolleranze alimentari e performance sportiva

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Ormai è noto a tutti che l’alimentazione influisce in modo preponderante sullo stato di salute generale dell’organismo. A maggior ragione la dieta deve essere corretta e calibrata per gli sportivi, sia amatoriali sia professionisti.
L’alimentazione è importante negli atleti di ogni livello perché:
• Migliora il rendimento
• Assicura la performance
• Aumenta la soglia della fatica
• Assicura il rapido recupero delle riserve energetiche
La sola alimentazione non rende campioni, ma contribuisce in modo significativo a migliorare le condizioni psico-fisiche e a conservare una ottimale condizione fisica.
In questa ottica diventa imperante individuare se ci siano alimenti mal tollerati dall’organismo che, a lungo andare, potrebbero creare stati infiammatori generalizzati, disturbi di vario genere e influenzare la performance dell’atleta.

Ma cosa sono le intolleranze alimentari?
Sono reazioni infiammatorie che avvengono nel nostro organismo quando ingeriamo quantità elevate e frequenti di alcuni alimenti che, accumulandosi nel nostro corpo, innescano una reazione avversa. Possono provocare una serie di disturbi e disagi a volte anche difficili da inquadrare o collegare con l’alimentazione:
• Emicrania
• Asma
• Gastriti
• Dolori articolari
• Gonfiori addominali
• Stipsi o diarrea
• Dermatite
• Sovrappeso o obesità
• Spossatezza
Anche alcune condizioni possono favorire l’insorgenza di intolleranze alimentari:
• Stress
• Antibiotici
• Alimenti industriali raffinati
• Pesticidi, additivi, coloranti
• Alimentazione monotona con scarso consumo di frutta, verdura e legumi

Che relazione c’è con la prestazione sportiva?
Recenti novità in ambito scientifico segnalano, tra i vari sintomi e segni delle intolleranze alimentari, anche un’interferenza con la performance sportiva. C’è, infatti, una netta relazione tra intolleranze, sovrappeso e prestazione fisica. Controllando l’assunzione di alimenti mal tollerati si può facilmente ridurre l’infiammazione indotta dagli alimenti: questo ha, come diretta conseguenza, la diminuzione della presenza di radicali liberi e il miglioramento della sensibilità insulinica, con effetti benefici a cascata sul metabolismo.
L’alimentazione controllata e personalizzata, che tiene conto dei risultati del test delle intolleranze alimentari, da un lato toglie i fastidi causati dagli alimenti mal tollerati, dando più energia e prontezza, e dall’altro può ottimizzare la massa magra con conseguente miglioramento della prestazione atletica.
Occorre però fare attenzione a chi ci si affida per il test delle intolleranze: devono essere professionisti dell’alimentazione che si appoggiano a laboratori analisi specializzati. L’unico test riconosciuto scientificamente è quello che prevede il contatto tra leucociti ed estratti secchi alimentari; è necessario quindi il prelievo di una goccia di sangue da un dito.

AMIRA BECCHERONI
Biologo, Nutrizionista

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