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Latte, alimento indispensabile per lo sportivo?

Quando ero piccolo mia mamma, come probabilmente anche la vostra, mi faceva bere il latte perché, diceva, “fa bene alle ossa”. Mi ricordo che si beveva delle scodelle piene dove intingeva a volte fette biscottate, a volte grissini e a volte la polenta. Latte e polenta? Si latte e polenta qui in Friuli si usa fare anche così, una ricetta tramandata dalla seconda guerra mondiale dove scarseggiava la scelta degli alimenti. I tempi sono cambiati e sono aumentati anche i “controlli” sulla nostra alimentazione. Ecco perché ho deciso di pubblicare l’articolo di Reno sull’alimento latte per lo sportivo; perché Reno è una persona preparata sia sull’attività fisica, che sull’alimentazione, per cui sono convinto che il suo punto di vista sarà utile a molti di noi. Buona lettura. Simone

Latte, alimento indispensabile alimento per lo sportivo? 

Un punto di vista “forte” sul latte e sugli effetti che provocherebbe sull’organismo di tutti, non solo degli sportivi.

Parlare di latte richiede delle premesse che lo inquadrano tra gli alimenti a base proteica per considerare poi la lavorazione che subisce prima di arrivare al frigo di casa e, non ultimo, come viene consumato. A seguire riporterò alcune considerazioni, non mie, risultato di ricerche scientifiche e statistiche in campo alimentare e medico affinchè ognuno possa decidere autonomamente come comportarsi, dopo le informazioni apprese.

CATABOLISMO E Ph

I nostri muscoli come il nostro organismo, per funzionare perfettamente, hanno bisogno di un Ph neutro, se non leggermente alcalino. Il latte ingerito  (assieme ad altri alimenti acidi quali, carne, pomodoro, zucchero, farine raffinate, ecc..) crea un ambiente acido, che porta a infiammazioni dei tessuti riducendo il recupero e facilitando l’insorgere di tensioni articolari.
Il latte è da sempre considerato alleato dello sportivo ma, se andiamo ad analizzare la composizione e gli effetti sull’organismo, scopriamo cose contrastanti:

1)    come molti integratori il latte contiene caseina, proteina nobile, utilizzata come colla universale, serve come adesivo per le etichette e come componente di colle per mobili. La caseina fa lo stesso nel nostro organismo, diventa una colla e quindi pensiamo a come reagirà il nostro sistema digestivo, che produrrà, come per tutti i corpi estranei, anticorpi, poi istamina, poi muco e così via…

2)    Oggi, però, quello che consumiamo non è più tale, in quanto la lavorazione che subisce ne altera il primario equilibrio senza contare le infinità di residui: antibiotici (quasi 60 in certi campioni analizzati), elevate quantità di leucociti (non è altro che pus in forma diluita), pesticidi, antiparassitari derivanti dall’alimento contaminato, ormoni (estrogeni, progestinici, prolattina, derivati da terapie ormonali o da alimenti contaminati per gli animali), vari germi patogeni che nel latte e nei formaggi trovano il loro ambiente ideale per crescere, essendo dei potenti terreni di coltura, residui di OGM, ancora: metalli pesanti derivanti dall’inquinamento stradale, ambientale terreno e aereo e altre sostanze purtroppo a noi estranee, derivate da lavorazioni industriali, come residui potenziali di altre di altre manifestazione di intossicazione croniche cui non si guarda con la giusta attenzione, visto che i sintomi si presentano a distanza di giorni, mesi ed anni, quindi difficilmente impugnabili.

Questo si traduce in un maggior dispendio energetico da parte del corpo, che si trova costretto ad affrontare una priorità fisiologica fondamentale come la disintossicazione andando a ridurre la prestazione atletica.

IN PERICOLO IL GIRO VITA

Durante la digestione, il fegato è capace di secernere un solo tipo di enzima alla volta, specifico per un solo tipo di proteina, per cui, se si associano diversi tipi di proteine durante un pasto, come per esempio un bel bicchiere di latte durante il pranzo a base di carne oppure di pesce, oppure ricette contenenti carne e formaggio assieme, equivale a disorientare e sovraccaricare il fegato: alla fine il nostro intestino si troverà con un amalgama di proteine digerite (cioè quelle cui il fegato ha prodotto l’enzima corrispondente) e un’altra amalgama di proteine in digerite (che tende ad andare in putrefazione). Quindi si avrà inizialmente un’irritazione sul tratto digerente che si traduce spesso in un iniziale gonfiore dell’addome per poi diventare ristagno di liquidi e grassi nel punto vita anteriormente e rigidità lombare con possibile dolore posteriormente, senza tener conto di eventuali possibili complicanze organiche come diarrea, stitichezza e mal assorbimento delle sostanze nutritive delle vitamine, degli enzimi e dei minerali.

OSSA FORTI, FREE-MILK

Il calcio per essere assorbito dalle ossa, deve disporre di una adeguata quantità di magnesio che nel latte è scarso, ma molto alto nelle verdure, legumi e frutta. Inoltre l’assunzione del calcio derivante dal latte viene parzialmente, se non del tutto, inibito dal fosforo presente in abbondanza nel latte stesso.
Se abbiamo un ambiente acido i nostri meccanismi di tamponamento naturale col calcio in eccesso non possono lavorare a pieno, infatti, per neutralizzare l’acidosi si deve ricorrere alle nostre riserve minerali che abbiamo principalmente nelle ossa e muscoli. Questo meccanismo a circuito chiuso spiega che l’osteoporosi non è una mancanza di calcio per le ossa, ma una perdita di calcio a seguito delle nostre abitudini alimentari scorrette ed inoltre è risaputo che per essere assimilato, il calcio necessita di un ambiente alcalino.

Inoltre il latte come noi tutti lo consumiamo per ragioni igieniche subisce la pastorizzazione in cui il calore distrugge i batteri lattici e gli enzimi come la fosfatasi enzimatica necessaria alla assimilazione del calcio.

CONCLUSIONI    

Ci sarebbe ancora molto da dire, ma credo che ognuno di voi ora stia pensando con preoccupazione a quanto latte e latticini abbia consumato fino ad ora… La mia non è una campagna contro il latte che come altre proteine animali, può essere consumato in piccole dosi all’interno di una alimentazione ricca di cereali, verdura e frutta di qualità, purchè sia il più fresco possibile.

Sicuramente bisognerebbe aver maggior considerazione della qualità e freschezza degli alimenti, così della loro acidità al fine di non obbligare il corpo a riservare tutte le proprie energie per funzioni fisiologiche di primaria importanza come la disintossicazione e il tamponamento acido, fattori che determinano riduzione della performance, mancato recupero e peggioramento della composizione corporea.
Latte e derivati andrebbero considerati alla stessa tregua dei dolci nella piramide alimentare, di tanto in tanto per soddisfare il palato.
In definitivo in un pasto il latte o i latticini dovrebbero essere consumati come unica fonte proteica associati preferibilmente a cibi alcalini, come la maggior parte delle verdure e frutta, in un rapporto (25-75%), per cui per la colazione o uno spuntino è possibile associare latte o yogurt alla frutta e come pasto laddove si voglia mangiare formaggio. Sarebbe bene associarlo a verdura.

Reno Sellan
Staff tecnico Olympia’s Center 

 

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