Articoli

Postura e prestazione sportiva – 2° parte

Come dire, pensando a Bolt, velocista jamaicano medaglia d’oro agli ultimi giochi olimpici di Londra: è la sua statuaria fisicità
ad averlo portato ad una funzione di così grosso spessore tale da permettergli di sbaragliare gli avversari,
conquistando uno strapotere assoluta nei 100 e 200 metri, o è la sua elevatissima funzionalità, generata da un
percorso di allenamento psicofisico di livello, ad aver determinato la sua imponente, scultorea e performante fisicità?
Più semplicemente Bolt va forte perché è così, o è così perché va forte?

L’organismo è un modello autopoietico che non funziona seguendo principi di linearità o modelli di causa ed effetto prevedibili. L’organismo si struttura, cresce ed evolve, nella continua ricerca del soddisfacimento dei suoi bisogni primari,
cercando il non dolore, il confort, il risparmio energetico e l’equilibrio. Per fare ciò nel lungo e intricato percorso della vita,
si adatta, compensa, neutralizza, sacrificando funzionalità per poi incappare in problematiche osteo-articolare e non solo.
E per questo la Posturologia ci dà un grande aiuto, perché attraverso una visione globale cerca di capire all’interno di questo sistema complesso, quale sia la strategia adottata per sopravvivere, dove si sia generato un conflitto e quale struttura o funzione non stia concorrendo al buon funzionamento del sistema stesso.

Se prendessimo per esempio due fiammeggianti Ferrari, stesso modello, stessi km e percorsi effettuati,
stessi anni di vita: andrà più forte quella che presenta convergenza e campanatura delle ruote bilanciate, battistrada
usurati in modo simmetrico, alettoni in asse, sospensioni cariche senza difetti, filtri puliti, livello regolare dei liquidi,
carburante di prima qualità; o sarà più performante e affidabile la Ferrari che a causa del suo pilota poco diligente,
presenta una convergenza starata delle ruote, battistrada usurati asimmetricamente, ammortizzatori scarichi,
filtri sporchi, pressione delle gomme non idonea, carburante non ben filtrato ricco di residui, alettoni non bilanciati,
prese d’aria ostruite ecc ecc? E ancora: sarà più performante, per quello che concerne le proprie potenzialità, l’atleta che
presenta un diaframma libero, un appoggio plantare corretto, catene muscolari libere elastiche e bilanciate, convergenza oculare normale, occlusione secondo fisiologia, buona mobilità articolare, sistema viscerale integro ecc ecc, o sarà più
performante colui che disturba ogni giorno il suo sistema viscerale assumendo per esempio latticini ed alcolici,
presentando piedi disarmonici ginocchia fuori asse, respirazione toracica, morso in seconda classe (ricordate Ronaldo all’Inter?), retrazioni muscolari, disfunzioni craniosacrali, propriocettività alterata e chi più ne ha più ne metta?

Il trattamento posturale, attraverso le sue svariate multidisciplinari metodiche, che inglobano molteplici profili professionali,
concorre ineluttabilmente al raggiungimento di un benessere psico-fisico della persona, e, nel caso in cui questa persona
sia anche un atleta, contribuirà significativamente al miglioramento della sua prestazione sportiva.

Top

Lascia un commento

Required fields are marked *.


Top

Rimaniamo in contatto.

Lasciaci il tuo indirizzo mail e sarai aggiornato in anteprima.