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La gestione dello “stato”

Lunedì scorso 28 maggio 2012, all’ Aiac di Udine si è svolta una bellissima serata dal titolo: “Le basi della comunicazione allenatore/squadra e l’allenamento mentale”, dove hanno partecipato 90 allenatori in una serata splendidamente organizzata dal gruppo friulano.

Questo incontro mi ha dato lo spunto per l’articolo odierno dove parlerò della gestione dello stato psicoemotivo e da cosa viene influenzato.
Nella stagione sportiva appena terminata molti allenatori hanno manifestato una forte dose  di stress accumulato, che sfocia in ansia per alcuni, altri si prendono un’anno sabbatico, altri ancora reagiscono in modi a volte violenti rovinando anche la reputazione di una carriera fino a prima esemplare.

L’allenatore è noto oramai che influenza con il suo stato d’animo anche quello della squadra per cui prima credo debba saper gestire questo aspetto per poi insegnarlo ai propri atleti al fine di evitare situazioni come quella della famosa testata di Zidane a Materazzi nella finale di coppa del mondo nel 2006, dove il francese perse la “calma” raccogliendo le provocazione di Materazzi, lasciando la propria squadra in 10 e quindi facilitare poi il compito all’Italia a vincere il mondiale (ben per noi), ma se fosse capitato ad un vostro giocatore?

Dunque, ci sono tre fattori principali che gestiscono la STATO e sono: LA FISIOLOGIA, IL LINGUAGGIO, IL FOCUS.

FISIOLOGIA: Voi sapete che la nostra postura manda dei messaggi al nostro cervello, loro sono in costante comunicazione, anche a nostra insaputa; basti pensare alla postura di un’atleta vincente che è bella aperta, busto eretto, braccia al cielo, camminata veloce o corsa; mentre l’atleta sconfitto spesso ha il busto piegato in avanti, spalle chiuse e cammina lentamente a testa bassa. Questo vuol dire che se mi approccio a disputare una gara con una postura di questo tipo probabilmente mando un messaggio al cervello  depotenziante per cui in questo caso è bene allenarsi a modificare la nostra postura (ci sono degli esercizi specifici di allenamento mentale per farlo) al fine di essere pronti e mandare messaggi potenzianti e motivanti la nostro cervello prima di disputare una competizione.

LINGUAGGIO: Il linguaggio, come abbiamo più volte detto, non è solo ciò che diciamo agli altri ma è anche ciò che diciamo a noi stessi. Per esempio alcuni studi dicono che circa l’80 % del nostro diaologo interiore è negativo. Per cui l’atleta deve allenarsi e trovare quelle che sono parole importanti per lui, motivanti e potenzianti, mentre l’allenatore deve utilizzare a sua volta, quando prepara la competizione, una linguistica positiva, deve riuscire a far creare ai propri giocatori delle immagini nella loro mente in movimento, quindi spinti all’azione.
Una tecnica utile potrebbe essere utilizzare anche dei soprannomi da utilizzare durante la gara. Mi viene in mente uno tra i più famosi, Ringhio (soprannome di Gattuso giocatore del Milan) che fa della forza fisica e la grinta il suo cavallo di battaglia. Provate a pensare ripetersi durante la gara questa parola e sentirsi chiamare dei propri compagni Ringhio, la grinta e la rabbia agonistica ti esce anche se non vuoi.

FOCUS : Il qui e ora. Vuol dire quando gioco a cosa penso? alla pioggia? ai tifosi? al mio avversario o alla partita ? Ci sono molteplici esempi di squadre e singoli atleti che ottengono risultati quando giocano in casa, mentre quando sono in trasferta perdono o giocano male, e/o viceversa ovviamente. Questo vuol dire che esiste una variabile esterna che influisce alle prestazione e sulla quale bisogna fare un lavoro specifico per poterla gestire e utilizzarla come spinta motivante.
Una giocatrice di pallavolo di serie A1 per esempio, disputava delle gare perfette in casa nel proprio palazzetto dove aveva i tifosi che la incitavano, mentre quando gareggiava in palazzetti dove aveva 4/5000 tifosi contro si faceva influenzare, si bloccava, con ripercussioni alla sua prestazione facilmente intuibili.

Esiste un’altro bellissimo modo chiamato “àncora” per gestire lo Stato e migliorare le performance, ma questo lo vedremo prossimamente. 😉

Simone

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