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Teoria dell’allenamento – 1°parte

E’ con enorme piacere che sono a scrivere sul sito di un amico, che considero un grande professionista; dopo il breve articolo di novembre dove facevo un riassunto su termini parecchio in uso nell’ambito sportivo (Lesioni, traumi, ecc…), oggi mi addentro in un argomento molto più ampio, dove sicuramente molti di Voi (allenatori e preparatori), avrete modo di valutare in maniera diversa i vari aspetti delle vostre squadre o dei singoli atleti, ricordarci infatti che sono svariati gli aspetti che determinano una prestazione (ottima o scarsa) da parte dei nostri giocatori è ormai fondamentale, è uno di quei particolari che non si può certo escludere e, saperlo, può farvi fare la differenza. 

                                        TEORIA DELL’ALLENAMENTO

Il termine generico di “allenamento” significa aumentare il fiato, il respiro, la forma fisica ed il vigore. L’essenza di un processo di allenamento razionale consiste in un’attività che tende a far raggiungere una capacità di prestazione maggiore, relativamente stabile o possibilmente a limitare la sua diminuzione dovuta all’invecchiamento.L’allenamento dal punto di vista fisiologico è uno stress e come tale va temuto, valutato, quantificato, programmato e monitorato.
Questo stimolo agisce sull’atleta provocando una serie di cambiamenti momentanei, che terminano con la seduta di allenamento, duraturi che tendono a permanere per giorni, mesi e anni.Prima di poter entrare nel merito specifico di quali siano gli allenamenti ideali di un atleta, sarà necessario conoscere cosa si può considerare con tale termine.
Per processo di allenamento si intende “l’insieme delle tecniche che consentono ad un individuo la realizzazione massima del suo potenziale genetico, attraverso l’apprendimento di una corretta gestualità e la razionale ripetizione di esercitazioni mirate a modificare l’equilibrio organico individuale per ripristinarlo ad un livello di efficienza superiore”.
La parte fondamentale di un processo di allenamento è quella che regola il cosiddetto processo di supercompensazione, cioè la capacità fisiologica di reagire a stress allenananti (fase catabolica), con una risposta “costruttiva” migliore e più efficiente dello stadio iniziale (fase anabolica).

FATTORI DELL’ALLENAMENTO

Il rendimento e la prestazione di gara sono legate a numerosi fattori che sono solo in parte modificabili:
Ambientali esterni ed interni
Capacità coordinativa
Capacità condizionali

FATTORI AMBIENTALI

Questi sono in grado di condizionare anche in modo importante il risultato di una prestazione, sono numerosi e, solo in parte controllabili, per un atleta appaiono di particolar importanza questi:

     Fattori ambientali esterni (condizioni climatiche)

    Le caratteristiche della gara

    L’orario della competizione

    L’andamento tattico delle diverse fasi della gara

    La regolazione e la preparazione di tutte le cose utili nella gara (es. la bicicletta di un  corridore)

    Fattori ambientali interni (di origine prevalentemente psicologica):

Convinzione, entusiasmo, grinta, motivazione, sacrificio, paura e timore nel gareggiare, consapevolezza del proprio valore, ansia da competizione, mancanza di autostima, esigenze alimentari, integrative e suppletive.

Come si può notare questa semplice e veloce lista dei fattori ambientali esterni ed interni, sono spesso determinanti per il risultato.

CAPACITA’ COORDINATIVE

 Le capacità coordinative dipendono dai processi che organizzano, controllano e regolano il movimento. Rappresentano “la capacità di dosare gli impegni muscolari in dipendenza del compito da svolgere, attraverso una opportuna distribuzione dell’impegno sulla base delle capacità condizionali” (Manno 1984).
Possiamo avere due classificazioni di capacità coordinative: quelle generali e quelle speciali.

 La cosa da tenere in considerazione è che non esiste uno sviluppo indipendente di una capacità motoria singola. Le stesse capacità coordinative generali si riflettono in quelle speciali in maniera diversa.
Capacità di accoppiamento e combinazione dei movimenti:

Capacità di direzione, di differenziazione, di equilibrio, di apprendimento motorio, di orientamento, di ritmizzazione, di adattamento motorio, di trasformazione, di reazione.
Interrelazioni tra le capacità coordinative speciali e generali secondo la classificazione di Blaume (1991).

Chiarito il significato e l’importanza delle capacità coordinative, definiamo i rapporti che intercorrono tra queste e le abilità motorie:

Per abilità motorie si intendono delle azioni che vengono consolidate con l’esercizio ripetuto e che si svolgono, almeno in parte, automaticamente, cioè senza che l’attenzione venga intenzionalmente concentrata su di esse.

Il tempo necessario per apprendere correttamente delle abilità motorie è strettamente legato dal livello di sviluppo che si ha delle capacità motorie coordinative e condizionali.
Le abilità motorie si costruiscono sulla base delle capacità motorie e queste ultime possono essere incrementate attraverso una pratica multilaterale di numerose attività.

CAPACITA’ CONDIZIONALI

Le capacità condizionali sono date da processi energetici (plastici e metabolici), dipendono strettamente dalla disponibilità di energia, sono:

    Capacità di forza

    Capacità di resistenza

    Capacità di rapidità

Chies Stefano
Personal Trainer

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