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Teoria dell’allenamento – 2° parte

 FORZA

Capacità dell’uomo di sviluppare tensioni muscolari, al fine di superare od opporsi ad una resistenza esterna, il suo sviluppo è in funzione della misura della muscolatura, della frequenza degli impulsi nervosi trasmessi e dalla sincronizzazione di più unità motorie, può essere: Massimale, Rapida e Resistente.

La forza massimale è la più elevata che il sistema muscolare può esprimere, attraverso la contrazione muscolare volontaria, il suo sviluppo è in base all’età biologica, al sesso, al peso ed alla statura. E’ allenabile solo a partire dai 13 / 14 anni. La forza rapida è la capacità del sistema neuro – muscolare di superare resistenze con elevate rapidità di contrazione.
La forza resistente è la capacità dell’organismo di opporsi alla fatica durante prestazioni di forza e/o di durata.

FORZA STATICA E FORZA DINAMICA
Statica o isometrica: quando il muscolo contratto non modifica la sua lunghezza iniziale.

Dinamica: quando il muscolo contratto, modifica la lunghezza, in seguito alla sua attivazione, si può differenziare in concentrico (lavoro positivo) ed eccentrico (lavoro negativo).

RESISTENZA

Capacità di eseguire un lavoro fisico protratto nel tempo, senza avere un calo di rendimento, ovvero la facoltà di resistere all’insorgere della fatica in una attività motoria prolungata, presuppone la funzionalità dei sistemi cardiocircolatorio e respiratorio, del sistema nervoso, della struttura muscolare e corporea, ed una buona coordinazione generale. Vi sono quattro componenti della resistenza allenabili con differenti metodologie, le quali, nel loro insieme, concorrono a determinare la prestazione:

Resistenza aerobica
Potenza aerobici
Tolleranza lattacida
Potenza anaerobica

RAPIDITA’

E’ la facoltà di effettuare azioni motorie in un tempo minimo e in determinate condizioni.
La rapidità si esprime nei movimenti ciclici, ossia movimenti biomeccanicamente simili quali ad esempio la corsa e nei movimenti aciclici ossia biomeccanicamente diversi, ad esempio negli sport di situazione

FLESSIBILITA’ O MOBILITA’ ARTICOLARE

Questa qualità fisica non appartiene a nessuna delle categorie viste fin’ora, ma è il mezzo affinchè queste qualità possano essere sviluppate in modo ottimale.
La mobilità articolare risente di elementi di natura nervosa e anche del patrimonio genetico, i fattori che condizionano questa qualità motoria sono:
FATTORI ESTERNI: ORA DEL GIORNO, TEMPERATURA ESTERNA, FORZA DI GRAVITA’.

FATTORI INTERNI: ETA’, SESSO, EFFICIENZA MECCANICA DEL MOVIMENTO, VOLUME ED EQUILIBRIO DELLE MASSE MUSCOLARI, TIPO E STRUTTURA DELL’ARTICOLAZIONE, CAPACITA’ DI RILASSAMENTO DELLA STRUTTURA ANTAGONISTA, ELASTICITA’ DI TENDINI E LEGAMENTI, LIVELLO DI STRESS E STATO DI ECCITAZIONE.

La mobilità articolare si differenzia in:
Attiva: risultato del gioco di contrazione – rilassamento muscolare che si determina nell’articolazione,ed è inferiore a quella …

Passiva: è la capacità di compiere, tramite l’intervento di forze, il movimento al massimo delle possibilità strutturali dell’articolazione stessa, è fondamentale per la prevenzione degli infortuni.

Stefano Chies
Personal Trainer

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