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Il mister: l’organizzazione e la pianificazione

IlTdF

 

Fare l’allenatore è un mestiere difficile ed impegnativo! L’allenatore deve avere sempre tutto sotto controllo e deve limitare al minimo le “sorprese” o gli “ostacoli” che possono esserci sul suo percorso.

Un aiuto fondamentale è dato dal nostro tipo di organizzazione e di quanto siamo bravi a pianificare le nostre sedute di allenamento con un occhio sempre attento a tutto e tutti.
Pianificare e poi organizzare sembra facile, ma è la cosa più difficile da fare, soprattutto perchè “costruita” a tavolino, quindi andando avanti nel nostro spazio temporale con la mente.
Pianificare una stagione è importantissimo , perchè per farlo al meglio abbiamo bisogno di partire da una base specifica: l’obiettivo che dovremo raggiungere. Senza di esso potremo pianificare lo stesso la nostra stagione , ma saremo costretti a modificarla costantemente durante tutto l’anno.
Possiamo stilare un “cammino” a tappe dove includere  il nostro obiettivo spezzettato. Ad esempio: dobbiamo vincere il campionato e serviranno 60 punti. Ogni tre mesi la squadra dovrà avere 20 punti, ad esempio.
Pianificata la stagione, inizia l’organizzazione vera e propria, ovvero predisporre tutte quelle azioni affinchè la mia giornata sia “sotto controllo”.
Organizziamo l’allenamento con esercizi, giocatori, numero di serie e tempi. Gli orari e i luoghi d’allenamento e gli spazi necessari nel nostro campo per eseguire ogni esercizio e i tempi di recupero necessari tra un esercizio e l’altro.
La creazione degli esercizi poi, riveste un ruolo fondamentale per perseguire il nostro obiettivo finale. Se non conosciamo le finalità di ogni nostro esercizio, la nostra pianificazione potrebbe “saltare” e di conseguenza il nostro obiettivo.
Arrivare al campo di allenamento avendo tutto sotto controllo e pianificato / organizzato, con la stampa dei tuoi esercizi in mano, ti darà la possibilità di concentrarti “visivamente” su altri aspetti e la tue mente non  dovrà faticare a ricordare ogni esercizio che dovrai fare.

 

Alberto Toffolo
Presidente aiac sez. di Pordenone

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La parola al Mister : “Il 4-4-2” di mister Toffolo

Prende il via la nuova rubrica de “Il Tecnico del Futuro” dal nome “LA PAROLA AL MISTER” uno spazio dedicato a tutti gli allenatori che desiderano pubblicare articoli sul loro credo calcistico, su esercizi utili da condividere, su moduli di gioco o quanto ritengano essere utile per migliorare e migliorarci.
Diamo voce e spazio per la condivisione e la crescita di tutti i mister che leggono questo blog. Il primo articolo con tema il 4-4-2, l’ha realizzato Mister Alberto Toffolo presidente AIAC della sezione di Pordenone.
ASPETTIAMO I VOSTRI ARTICOLI ALL’INIDIRIZZO MAIL [email protected], SARA’ NOSTRA CURA PUBBLICARLI PER ORDINE DI ARRIVO.
Buona lettura e…buona scrittura 🙂 ! Simone

LA PAROLA AL MISTER: “IL 4-4-2” di MISTER TOFFOLO

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Modulo considerato da molti come la base del gioco a zona. Sacchi ne fece il suo marchio di fabbrica e impose il suo credo calcistico nel mondo, anche grazie alla complicità del Presidente Berlusconi che lo volle alla guida del Milan per dare il via alla conquista di scudetti e coppe dei campioni.

Modulo quindi, che copre bene le zone del campo e che è prettamente difensivo, soprattutto per la capacità di creare densità in zona palla. E’ altrettanto vero però, che con l’aiuto di esterni alti d’attacco, il modulo può tranquillamente cambiare volto e passare ad uno spregiudicato 4 – 2 – 4 (vedi Conte a Bari e a Siena).

La sua particolarità è la continua spinta sulle fasce che danno i due esterni di centrocampo aiutati dagli inserimenti senza palla dagli esterni bassi (terzini) che creano superiorità numerica e se adeguatamente serviti, possono arrivare fino sul fondo e crossare indisturbati. L’interpretazione quindi del modulo è fondamentale negli equilibri che si dovranno verificare, soprattutto in base al credo calcistico dell’allenatore.

Personalmente il 4 – 4 – 2 lo vedo come una grande risorsa se ho i due esterni bassi che hanno tempi di inserimento e capacità di crossare in corsa. Naturalmente coordinare tutti i movimenti richiede grande attenzione da parte di tutti, ma con poche linee guida, possiamo avvalerci di un modulo efficace, divertente ed equilibrato e nel calcio d’oggi quest’ultimo aspetto è fondamentale per  una squadra che vuole vincere.

L’attacco che potremmo mettere in campo potrà essere di due tipi. Uno prevede una punta centrale abile nello scarico per la seconda punta che dovrà sempre girargli dietro e mai essere in linea con lui. La seconda possibilità vede un attacco con due classici centravanti. In questo caso dovremo avere una continua spinta sugli esterni per sfruttarne il loro gioco aereo e un centrocampista bravo negli inserimenti.

I centrocampisti centrali potranno avere caratteristiche simili, sia che abbiamo due interditori, sia che abbiamo due registi, perchè basterà affidare ad uno dei due l’inizio dell’azione (di norma a seconda di quale zona si trova la palla) e l’altro avrà il compito di “alzarsi” per ricevere palla o per essere pronto sullo scarico della punta.

Il rischio maggiore che possiamo trovare in fase di non possesso con questo modulo, sono le palle verticali in profondità, dove giocatori avversari posizionati tra le linee possono diventare immarcabili e costringere centrocampisti o difensori a delle uscite in pressione che se non precedentemente decise e provate con gli altri componenti di reparto, possono causare numerosi problemi. La mezzapunta o la seconda punta che gira dietro alla nostra linea mediana risulterà il giocatore più pericoloso da marcare se adeguatamente servito.

Toffolo Alberto

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La preparazione tecnico/tattica

 

Lunedì 26 Marzo si è conclusa la seconda edizione del “Il Tecnico del Futuro” con la presenza di Mister Delneri.

Una conclusione col “botto” considerato l’intervento del Mister che ha spaziato dalla pratica, (raccontando brevemente la sua carriera prima di calciatore e poi di allenatore, condendola con piacevoli aneddoti) alla teoria parlando di tecnica e di tattica. Ha eseguito anche degli schemi alla lavagna facendo una vera e propria lezione, illustrando quali secondo lui sono i movimenti che devono compiere i giocatori nel modulo che lui
predilige : il 4-4-2.

Inoltre alcune caratteristiche che deve avere secondo lui un allenatore sono la schiettezza e la convinzione delle proprie idee da trasferire alla squadra; se la squadra vince il merito è di tutti, se la squadra perde l’unico a pagare è l’allenatore per cui tanto vale mantenere la propria linea di pensiero.

Anche quest’anno dunque molti allenatori hanno avuto la possibilità di confrontarsi e crescere in un ruolo, come l’allenatore, che richiede sempre più professionalità e preparazione.

Ora siamo pronti ad ospitare a Modena l’allenatore campione del mondo in carica della nazionale italiana di volley femminile, coach Massimo Barbolini.

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Pre-parare il portiere

Lunedì 5 Marzo ha preso il via  3° percorso de “Il Tecnico del Futuro” denominato la “L’allenatore a 360°

L’obiettivo del percorso è quello di fornire strumenti e conoscenze specifiche per creare il proprio team vincente. Per raggiungere questo traguardo, un allenatore deve apprendere nozioni di carattere tecnico, fisico e mentale senza tralasciare alcun aspetto o dettaglio nella gestione di uomini e squadra.

Davanti ad un numeroso pubblico, Vittorio Baccari ha strutturato un incontro volto ad evidenziare quali sono gli aspetti importanti che riguardano il “numero 1” puntando molto sugli obiettivi che un allenatore deve perseguire con il suo portiere; questo aspetto è fondamentale! L’ esercitazioni sono lo strumento che serve per raggiungere l’obiettivo, di conseguenza devono essere pianificate per migliorare le lacune tecniche e non fatte fine a se stesse.

Dalla relazione di Vittorio sono emerse in maniera chiara quali sono gli obiettivi del portiere:

  1. COMANDARE L’AREA
  2. FAR RIPARTIRE L’AZIONE
  3. PARARE

Per rafforzare questo concetti sono stati analizzati filmati specifici per la postura, la presa (alta, bassa, a terra, etc…) il rinvio dal fondo ed alcune esercitazioni da fare con i portieri. Gli allenatori presenti hanno fatto domande specifiche su questi filmati, strumento indubbiamente importantissimo per visualizzare situazioni di campo.

Un altro aspetto molto importante che è emerso è la gestione del tempo. Sicuramente nei dilettanti, il tempo degli allenamenti è limitato rispetto ai professionisti per cui è fondamentale la fase di programmazione della settimana e della stagione. L’allenatore, che è il primo responsabile della squadra, ha il dovere di concordare con i suoi collaboratori un piano preciso di allenamento, così da permettere sia al preparatore dei portieri sia a quello atletico di svolgere il loro lavoro e perseguire il loro obiettivo in maniera ideale. In fin dei conti, tutti lavorano per  perseguire il primo degli obiettivi che è quello di CREARE UN TEAM VINCENTE.

La serata è stata resa particolarmente preziosa dai partecipanti che hanno trasformato una semplice lezione in un momento di crescita condiviso; a loro e a Vittorio, va il nostro plauso e ringraziamento.

Vittorio Baccari : E’ stato portiere professionista negli anni ’80, attualmente allena i portieri della Triestina calcio, ha fondato una scuola portieri e gira parte dell’Europa organizzando stage formativi per portieri ai quali partecipano ragazzi di tutte le età. Ha un sito : www.scuolaportieri.it, dove si possono trovare nozioni e nuove tipologie  d’allenamento.

 

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La personalità in un portiere

La personalità, da un punto di vista psichiatrico, può essere definita come la totalità dei tratti emozionali e comportamentali che caratterizzano la persona nella vita quotidiana e in situazioni ordinarie; come tale è relativamente stabile e prevedibile.

Un atleta che ha personalità si intende colui che possiede spiccate caratteristiche sopra citate, tradotto: nel ruolo del portiere se DIMOSTRA DI ESSERE ALL’ALTEZZA DEL RUOLO CHE RICOPRE, INTERVIENE AL POSTO GIUSTO NEL MOMENTO GIUSTO, COMPIE I GESTI CON SICUREZZA (perché consapevole di se stesso).

I fattori che osserviamo nel portiere sono:

1) VISIONE DEL GIOCO
2) GUIDA DELLA DIFESA
3) PARARE

Questa mini ricerca ha lo scopo di dare una valutazione al lavoro che stiamo svolgendo con i nostri portieri.
Alla fine degli anni ’70 è nata la figura del preparatore specifico dei portieri in quanto si era arrivati alla consapevolezza che per avere maggior efficienza in quel ruolo era necessario impostare una preparazione adeguata. Intuito magnifico, dato dall’esperienza e dalla volontà di rispondere alle esigenze del portiere.
Con il passare del tempo però stiamo rischiando di smarrire la strada e di perdere alcuni fattori molto importanti che venivano sviluppati dal portiere quando si allenava esclusivamente con la squadra, uno di questi era partecipare attivamente alla preparazione al gioco.
In particolare abbiamo un distacco di interesse da parte dell’allenatore principale con la motivazione che lui non si intende di portieri. Quando c’è la partita però è esigente, vuole che il portiere giochi nel modo a lui congeniale. Questa è una contraddizione.

Al tempo stesso il preparatore dei portieri è una figura necessaria per prepararli in maniera adeguata ma in molti casi ha creato una sorta di circo; un tendone nel quale si esibiscono i portieri in esercitazioni alle volte veramente spettacolari.La distinzione dei ruoli è molto importante, ognuno si deve occupare del proprio incarico, ricordiamoci però che in campo scendono 11 giocatori che assieme lavorano per ottenere un risultato.

La mia visione è questa:

1. Il preparatore dei portieri è parte integrante dello staff

2.  L’allenatore principale nello sviluppo dell’allenamento:
a) Riserva uno spazio al preparatore specifico
b) Ove possibile, coinvolge i portieri nelle esercitazioni di squadra
c) Sviluppa le situazioni tattiche di palle inattive con il contributo del    portiere (difendo, imposto)

3.  Il preparatore dei portieri è molto attento alle sinergie che si sviluppano tra giocatori di squadra e portieri.

Buon Allenamento
Vittorio Baccari

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